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Il Nostro Blog

Antonio Romano

Antonio Romano

Lo StudioRomano@ssociatiè una società di commercialisti che opera da oltre 20 anni nel settore della Consulenza del Lavoro.

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BANDOREGIONECAMPANIA

La Regione Campania ha stanziato 25 milioni di euro attraverso 3 Avvisi rivolti rispettivamente ad artigiani, commercianti ed ambulanti; il bando è finalizzato a sostenere programmi di spesa che incrementino la competitività delle imprese ed è rivolto alle micro e piccole imprese che abbiano l’unità oggetto dell’intervento nella Regione Campania, siano attive ed operanti da almeno due anni alla data di pubblicazione dell’Avviso.

A CHI SI RIVOLGE
Micro e Piccole imprese Artigiane, imprese Commerrciali e della Ristorazione e del commercio ambilante (esclusi intermediari del commercio)
- con unità oggetto dell'intervento nella Regione Campania;
- attive da almeno due anni alla data di pubblicazione dell'Avviso;

TIPO SOCIETARIO Ditta individuale o società

AGEVOLAZIONI: 50% DI FONDO PERDUTO (70% nel caso di aggregazioni formali d'imprese)

SPESE AMMISSIBILI:
- opere murarie, sistemazioni impiantistiche, nel limite del 30% del totale del programma di spesa;
- macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
- mezzi mobili, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’attività oggetto delle agevolazioni;
- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how nel limite del 30% del programma di spesa;
- consulenza specialistica in tema di ICT, marketing e innovazione, che consentano la risoluzione di problematiche di tipo gestionale, tecnologico, organizzativo e promo-commerciale, nel limite del 5% del totale del programma di spesa;
- spese relative al capitale circolante, inerenti all’attività d’impresa, nella misura massima del 30% del programma di spesa, limitatamente a interessi passivi su finanziamento bancario, spese per acquisizione garanzie, materie prime, materiali, semilavorati. Le spese relative ad interessi passivi su finanziamento bancario sono riconosciute fino ad un massimo di 5 anni

PROGRAMMA DI SPESA
- minimo di 10.000,00 € e massimo di 50.000,00 € per progetti presentati da singole imprese;
- minimo di 50.000,00 € e massimo di 250.000,00 € per progetti presentati da aggregazione formali di imprese (Consorzi e Reti d'Imprese).

VALUTAZIONE DELLE DOMANDE
La procedura di selezione delle domande di agevolazione è a "sportello valutativo"; il click day è previsto il  3 febbraio 2020 (fino al 04 marzo 2020).
Saranno considerate presentate contemporaneamente tutte le domande di partecipazione pervenute e firmate all'interno di un arco temporale di 20 minuti a partire dagli orari di apertura della procedura
informatica.

CRITERI DI SELEZIONE
Le domande in possesso dei requisiti di ammissibilità saranno sottoposte a valutazione mediante l’applicazione di criteri di selezione e l'attribuzione di punteggi
Il punteggio massimo attribuibile è pari a 100 punti. Sono ritenute ammissibili le domande di agevolazione che, a seguito della valutazione di merito, avranno riportato un punteggio uguale o superiore a 60 punti.

EROGAZIONE DEL FINANZIAMENTO
avviene a richiesta del proponente per un massimo di due SAL:
- il primo, pari al 50% del contributo a fondo perduto, dopo la realizzazione del 50% del programma di spesa complessivo;
- il secondo, a saldo, alla realizzazione dell’intero investimento e previo controlli in loco.
L’erogazione avviene su fatture quietanzate oppure con presentazione fatture previa apertura di conto corrente vincolato da parte dell’impresa beneficiaria.

La misura è gestita da Sviluppo Campania sul cui sito è possibile approfondire i tre avvisi relativi al bando.

Lo studio è disponibile per attività di consulenza ed assistenza nella redazione e presentazione del progetto.

Qualora dovesse ritenere di Suo interesse la presente proposta, non esiti a contattarci senza impegno e nella massima riservatezza per fissare un incontro al fine di valutare insieme un accordo di collaborazione.
Phone: (+)39 081 520 3316
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Sede operativa: Acerra (Na) Via Gioberti 5

buoni pasto

I buoni pasto sono una delle modalità con cui il datore di lavoro può riconoscere servizi di ristoro ai propri dipendenti in sostituzione della mensa aziendale e possono essere usati dal lavoratore per pagare il pranzo. Si tratta quindi di un mezzo di pagamento spendibile per l'acquisto sia di generi alimentari che di pasti presso esercizi convenzionati.
Consistono in documenti cartacei o elettronici che danno al lavoratore il diritto di ottenere, in esercizi convenzionati, la somministrazione di alimenti, bevande e prodotti alimentari.
VANTAGGI PER I DIPENDENTI
Possono ricevere i buoni pasto tutti i dipendenti a busta paga, che siano a tempo indeterminato, determinato, part-time, o con contratti atipici.
I lavoratori hanno diritto a un buono pasto al giorno, per ogni giorno effettivamente lavorato. Fino al valore di €5.29 per i buoni pasto cartacei e € 7.00 per il servizio buono pasto elettronico è prevista esenzione da oneri fiscali e previdenziali, questo vuol dire che quel servizio sostitutivo di mensa non concorre a determinare i contributi e dunque non fa aumentare le trattenute a carico in busta paga.
Per i buoni pasto di importo superiore solo l’eccedenza è tassata a norma di legge.
VANTAGGI PER LE AZIENDE
Un’azienda che sceglie di acquistare buoni pasto per i propri dipendenti ha il vantaggio di fornire un servizio che è totalmente deducibile. L’unico onere è l’iva agevolata al 4%, detraibile, (IVA al 10% per liberi professionisti, titolari d’azienda e soci, imprese individuali)
TRE TIPOLOGIE
- Buoni pasto cartacei erogati in blocchetto e per utilizzarli per pagare nei locali convenzionati basta staccare quelli che si vogliono usare e darli al gestore del negozio.
- Buoni pasto elettronici: hanno un funzionamento simile a quello di una carta prepagata. Il datore di lavoro sostanzialmente ricarica la carta ogni mese con un certo importo, quello spettante secondo il contratto di assunzione o il CCNL, e il lavoratore la usa nei locali convenzionati come se fosse un bancomat.
- Il buono pasto in busta paga invece è un'indennità sostitutiva della mensa erogato nella forma di denaro aggiuntivo rispetto alla retribuzione mensile.
A CHI SPETTANO
La normativa sui buoni pasto è di recente cambiata con il Decreto Ministero dello Sviluppo Economico n. 122/2017. Questi possono essere dati ad oggi a:
- lavoratori subordinati, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario giornaliero non preveda una pausa per il pasto;
- chi ha instaurato con il committente un rapporto di collaborazione.
Le aziende comunque non sono obbligate ad erogarli, a meno che questi non siano espressamente previsti nei contratti collettivi o nella contrattazione di secondo livello o individuale. I ticket ristorante rientrano pertanto nella categoria dei cosiddetti fringe benefit concessi dal datore di lavoro.
I ticket non sono cedibili né commercializzabili o convertibili in denaro. Inoltre il Decreto MISE 122/2017 ha stabilito che non possono essere usati più di 8 ticket per volta. Tuttavia una recente nota dell’Agenzia delle Entrate ha specificato che la tassazione non deve essere applicata neanche se si usano in numero superiore ad 8.
IN QUALI SUPERMERCATI UTILIZZARE I BUONI PASTO
I buoni pasto sono utilizzabili in supermercati, negozi di alimentari, negozi biologici, ristoranti e gastronomie o agriturismi convenzionati con tutte le aziende che emettono i buoni pasto.

Sei un'imprenditore? Contattarci per una consulenza o semplicemente per un confronto.

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Nuove imprese a tasso zero

"Nuove imprese a tasso zero" è una misura che ha l’obiettivo di sostenere, in tutta Italia, la creazione di imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. Prevede un finanziamento a tasso zero di progetti d’investimento fino a 1,5 milioni di euro e può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Per il 25% residuo è richiesto il cofinanziamento da parte dell’impresa, con risorse proprie o mediante finanziamenti bancari. 

A CHI SI RIVOLGE
Imprese costituite in forma societaria da non più di 12 mesi, comprese le cooperative, composte, per oltre la metà dei soci e delle rispettive quote di partecipazione, da giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni e/o da donne. Le società dovranno essere costituite entro 45 gg dalla comunicazione del provvedimento di ammissione.
AGEVOLAZIONI
Mutuo a Tasso Zero, a copertura massima del 75 % dell’investimento ammesso: restituzione in 8 anni a decorrere dall’erogazione dell’ultima quota a saldo del finanziamento concesso; rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno;
Il finanziamento agevolato è assistito dalle garanzie previste dal codice civile acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare o su beni di terzi, per un valore non superiore all’importo del finanziamento concesso.
Apporto da parte dei soci di mezzi propri ovvero finanziamento esterno non agevolato pari ad almeno il 25% dell’investimento ammesso.
SETTORI
Produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
Fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
Commercio di beni e servizi Turismo Attività della filiera turistico-culturale, finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza;
Servizi per l’innovazione sociale.
COSA FINANZIA
Programmi d’investimento non superiori a € 1.500.000 da realizzare entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.
Spese ammissibili: Suolo aziendale; Fabbricati e opere murarie, comprese le Ristrutturazioni; Macchinari, Impianti e attrezzature; Programmi e servizi informatici; Brevetti, Licenze e Marchi; Formazione specialistica dei soci e dei dipendenti; Consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziari, progettazione e direzione lavori, impatto ambientali.

Non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

Guarda la CLIP DI PRESENTAZIONE DELLA MISURA

Il nostro team ha maturato precedenti esperienze con ottimi risultati ed è disponibile per attività di consulenza ed assistenza nella redazione e presentazione del progetto.

Esistono, inoltre, una serie di misure di finanziamento a fondo perduto o a tasso agevolato che possono aiutarti nel tuo percorso di crescita professionale.

Non esitare a contattarci senza impegno e nella massima riservatezza per fissare un incontro  oppure inviaci la sintesi della tua idea ed un breve curriculum e ti contatteremo noi.

Di seguito utili allegati disponibili in download

 

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culturacrea

“Cultura Crea” è un incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell'industria culturale, creativa e turistica, che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
La misura è rivolta a:
Startup - per la nascita di nuove imprese della filiera culturale e creativa.
Imprese consolidate - per la crescita e l'integrazione delle imprese della filiera culturale, creativa, dello spettacolo e delle filiere dei prodotti tradizionali e tipici.
Imprese sociali - per sostenere i soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, servizi e attività culturali, favorendo forme di integrazione.
I vantaggi per l'impresa
Finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto sulle spese ammesse, con una premialità aggiuntiva per giovani, donne e imprese con rating di legalità.
Gli incentivi, concessi nell’ambito del regolamento de minimis, possono coprire fino all’80% delle spese totali, elevabili al 90% in caso di premialità.
L'incentivo è gestito da Invitalia, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.

L’incentivo di cui al Bando Cultura Crea per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” ha come obiettivo il sostegno alle imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia costituite negli ultimi 36 mesi e costituende (team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa).

Sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro che prevedono la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:
- conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
- conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
- fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente:
un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa ed un finanziamento a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa

In entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45% per i progetti presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

Le imprese beneficiarie devono finanziarie con risorse proprie la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni.

Non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

Guarda la clip https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/cultura-crea

Il nostro team ha maturato precedenti esperienze con ottimi risultati ed è disponibile per attività di consulenza ed assistenza nella redazione e presentazione del progetto.

Esistono, inoltre, una serie di misure di finanziamento a fondo perduto o a tasso agevolato che possono aiutarti nel tuo percorso di crescita professionale.

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Da giugno 2019 la presentazione della domanda di Assegni per il Nucleo Familiare è solo online.INPS3

L’INPS ha emanato la circolare n. 45 del 22 marzo 2019, con la quale illustra le nuove modalità di presentazione della domanda di assegno per il nucleo familiare per i lavoratori dipendenti di aziende del settore privato non agricolo.
A decorrere dal 1° aprile 2019 le domande, finora presentate dal lavoratore interessato al proprio datore di lavoro utilizzando il modello “ANF/DIP” (SR16), dovranno essere inoltrate esclusivamente all’INPS in via telematica al fine di garantire all’utenza il corretto calcolo dell’importo spettante e assicurare una maggiore aderenza alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
Le domande già presentate al datore di lavoro fino alla data del 31 marzo 2019 con il modello “ANF/DIP”, per il periodo compreso tra il 1° luglio 2018 ed il 30 giugno 2019 o a valere sugli anni precedenti, non devono essere reiterate.
Le domande presentate in via telematica all’INPS, a decorrere dal 1° aprile 2019, saranno istruite dall’Istituto per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare richiesta. Nell’ambito di tale istruttoria saranno individuati gli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti in riferimento alla tipologia del nucleo familiare e del reddito conseguito negli anni precedenti.
Al cittadino richiedente saranno inviati esclusivamente gli eventuali provvedimenti di reiezione. L’utente potrà prendere visione dell’esito della domanda presentata accedendo con le proprie credenziali alla specifica sezione “Consultazione domanda”, disponibile nell’area riservata.
In caso di variazione nella composizione del nucleo familiare, o nel caso in cui si modifichino le condizioni che danno titolo all’aumento dei livelli di reddito familiare, il lavoratore interessato deve presentare, esclusivamente in modalità telematica, una domanda di variazione per il periodo di interesse, avvalendosi della procedura “ANF DIP”.
Autorizzazione agli assegni per il nucleo familiare
Nei casi previsti dalle disposizioni vigenti in materia di rilascio dell’Autorizzazione agli assegni per il nucleo familiare il lavoratore, o il soggetto interessato, che presenta la domanda di “ANF DIP” deve comunque presentare la domanda di autorizzazione tramite l’attuale procedura telematica “Autorizzazione ANF”, corredata della documentazione necessaria per definire il diritto alla prestazione stessa. Si richiamano sul punto le indicazioni fornite dall’Istituto con le circolari e i messaggi pubblicati in materia.
In caso di accoglimento, stante le nuove istruzioni vigenti a decorrere dal 1° aprile 2019, al cittadino richiedente non verrà più inviato il provvedimento di autorizzazione (modello “ANF43”), come finora previsto, ma si procederà alla successiva istruttoria della domanda di “ANF DIP”, da parte della Struttura territoriale compente, secondo le nuove modalità operative in atto dal 1° aprile 2019. In caso di reiezione, invece, sarà inviato al richiedente il relativo provvedimento (modello “ANF58”).
Istruzioni per i datori di lavoro
Gestione delle domande presentate in modalità telematica all’INPS a decorrere dal 1° aprile 2019
Gli importi calcolati dall’Istituto saranno messi a disposizione del datore di lavoro, che potrà prenderne visione attraverso una specifica utility, disponibile dal 1° aprile 2019, presente nel Cassetto previdenziale aziendale, con specifica indicazione del codice fiscale del lavoratore ed eventualmente di quello del richiedente, qualora i due soggetti non coincidano (ad esempio nel caso di madre separata senza posizione tutelata, che chiede la prestazione sulla posizione lavorativa dell’altro genitore).
Sulla base degli importi teoricamente spettanti, così come individuati dall’Istituto, il datore di lavoro dovrà calcolare l’importo effettivamente spettante al richiedente, in relazione alla tipologia di contratto sottoscritto e alla presenza/assenza del lavoratore nel periodo di riferimento. La somma corrisposta mensilmente non potrà comunque eccedere quella mensile indicata dall’Istituto. Il datore di lavoro erogherà gli importi per la prestazione familiare con le consuete modalità, unitamente alla retribuzione mensile, e provvederà al relativo conguaglio con le denunce mensili.
Qualora il lavoratore abbia richiesto assegni per il nucleo familiare arretrati, il datore di lavoro potrà pagare al lavoratore e conguagliare attraverso il sistema Uniemens esclusivamente gli assegni relativi ai periodi di paga durante i quali il lavoratore è stato alle sue dipendenze.
Pertanto, le prestazioni familiari relative ad anni precedenti, per periodi lavorativi alle dipendenze di un datore di lavoro diverso da quello attuale, dovranno essere liquidate dal datore di lavoro presso cui il lavoratore prestava la propria attività lavorativa nel periodo richiesto.
Gestione domande presentate in modalità cartacea al datore di lavoro fino alla data del 31 marzo 2019
Nel periodo compreso fra il 1° aprile 2019 e il 30 giugno 2019, i datori di lavoro potranno erogare le prestazioni di assegno per il nucleo familiare, e procedere al relativo conguaglio, sulla base sia di domande cartacee presentate dal lavoratore al datore di lavoro entro e non oltre il 31 marzo 2019, sia di domande telematiche presentate all’INPS dal 1° aprile 2019.
Per gli assegni per il nucleo familiare presentati in via telematica all’INPS, il datore di lavoro dovrà operare sulla base delle istruzioni fornite al precedente paragrafo.
Per gli assegni per il nucleo familiare presentati in modalità cartacea direttamente al datore di lavoro fino alla data del 31 marzo 2019, il datore di lavoro dovrà, secondo le modalità sinora utilizzate, calcolare l’importo dovuto sulla base delle dichiarazioni presenti nell’istanza, liquidare gli assegni ed effettuare il relativo conguaglio al più tardi in occasione della denuncia Uniemens relativa al mese di giugno 2019.
Dopo la predetta data non sarà più possibile effettuare conguagli per assegni per il nucleo familiare che non siano stati richiesti con le nuove modalità telematiche.
Modalità di presentazione della domanda
Presentazione domanda per lavoratori di aziende del settore privato NON agricolo
La domanda di assegno per il nucleo familiare deve essere presentata dal lavoratore all’INPS, esclusivamente in via telematica, mediante uno dei seguenti canali:
WEB, tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal sito www.inps.it, se in possesso di PIN dispositivo, di una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Il servizio sarà disponibile dal 1° aprile 2019;
Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.
Nel caso in cui il datore di lavoro non sia più attivo, in quanto cessato o fallito, il lavoratore dovrà fare richiesta di pagamento diretto all’Istituto, nel limite della prescrizione quinquennale.
Presentazione domanda per lavoratori di aziende del settore privato agricolo
La domanda di Assegno per il nucleo familiare da parte dei lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI) continuerà ad essere presentata al datore di lavoro con il modello “ANF/DIP” (SR16) cartaceo come attualmente previsto.
Presentazione domanda per lavoratori di ditte cessate e fallite
In caso di domanda di assegno per il nucleo familiare da parte di lavoratori di ditte cessate o fallite, la prestazione familiare viene erogata direttamente dall’Istituto.
La relativa domanda telematica (cfr. la circolare n. 136/2014) deve essere presentata all’Istituto, attraverso uno dei seguenti canali:
WEB, tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal cittadino munito di PIN dispositivo, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), dal sito Internet dell’Istitutoal seguente percorso: “Invio OnLine di domande di prestazioni a sostegno del reddito” > “Funzione ANF Ditte cessate e Fallite”;
Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di PIN;
Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.

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culturacreaFinanziati 400mila euro di cui 42% a fondo perduto e 42% con mutuo a tasso zero

Lo Studio è lieto di condividere la soddisfazione per l'approvazione della domanda relativa al bando “Cultura Crea” che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no profit nel settore dell'industria culturale-turistica che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni della Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia.

Il cliente società proponente, che per motivi di privacy non è possibile indicare, si è aggiudicata un finanziamento a fondo perduto di 166 mila euro ed un mutuo a tasso zero di altrettanti 166 mila euro da restituire in 8 anni oltre ad un anno di preammortamento.

L'idea progettuale è stata quella creare di erogare l'offerta dei servizi culturale al di là dei confini fisici attraverso la digitalizzazione e la diffusione in streaming dei contenuti prodotti; ciò consentirà di allargare la platea dei fruitori e di raggiungere nuovi clienti che o per scelta, oppure per reali difficoltà, attualmente non possano fruire degli eventi culturali prodotti nella struttura; la diffusione dei contenuti digitali permetterà di diffondere i contenuti in altre regioni o addirittura all’estero attraverso la rete degli “italiani nel mondo”.
L’intero impianto progettuale è tarato sull’innovazione dell’offerta dei contenuti culturali.

Sintesi del Bando Cultura Crea 

L’incentivo “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” ha come obiettivo il sostegno alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) dell’industria culturale che vogliono avviare un’attività nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Si rivolge alle imprese dell’industria culturale costituite negli ultimi 36 mesi, comprese le cooperative e ai team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

Sono finanziabili programmi di investimento fino a 400.000 euro che prevedono la creazione o l’introduzione di prodotti o servizi innovativi in una delle seguenti aree tematiche:

conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento, ecc.
fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione
gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali
Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e prevedono congiuntamente:

un finanziamento agevolato a tasso zero, fino al 40% della spesa ammessa
un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammessa
In entrambi i casi il tetto delle agevolazioni è elevabile al 45% per i progetti presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

Le imprese beneficiarie devono finanziarie con risorse proprie la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni.

Non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

Guarda la clip https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/cultura-crea

Se sei interessato alla misura non esitare a contattarci senza impegno e nella massima riservatezza per fissare un incontro  oppure inviaci la sintesi della tua idea ed un breve curriculum e ti contatteremo noi.

Qualora dovesse ritenere di Suo interesse la presente proposta, non esiti a contattarci senza impegno e nella massima riservatezza per fissare un incontro al fine di valutare insieme un accordo di collaborazione.

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inpsavvisoaddebito


Il Socio di una Snc si è rivolto allo studio Romano Associati dopo aver ricevuto la notifica di due avvisi di addebito da parte dell’Inps con i quali gli erano stati chiesti i pagamenti relativi ai contributi previdenziali inerenti la gestione commercianti per il periodo in cui lo stesso era socio della snc.
Il partner dello Studio Avvocato Rosa Stompanato dall’esame della situazione ha rilevato che il cliente non era tenuto al pagamento dei contributi previdenziali in quanto per il socio di una snc che non svolga nel contesto societario attività commerciale con carattere di abitualità e prevalenza non opera l’iscrizione nella corrispondente gestione previdenziale , non essendo in tal caso sussistente il presupposto dell’obbligo contributivo.
L’avvocato Stompanato ha pertanto introdotto la causa per l’annullamento degli avvisi di addebito; con la Sentenza emessa dal Tribunale di Nola sez. Lavoroe Previdenza n. 2198/2018 il G.L. ha accolto l’opposizione e dichiarato illegittima l’iscrizione del ricorrente alla Gestione Commercianti.

Sintesi della controversia

L'ISCRIZIONE ALLA GESTIONE COMMERCIANTI INPS ED IL REQUISITO DELLA PREVALENZA E DELL’ABITUALITA’ DEL SOCIO DELLA SNC

L’art. 12, comma 11, del D.L. 31 maggio 2010 n. 78, convertito con legge del 30 Luglio 2010 ha stabilito che “L’art.1 , comma 208 della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 si interpreta nel senso che le attività autonome, per le quali opera il principio di assoggettamento all’assicurazione prevista per l’attività prevalente, sono quelle esercitate in forma d’impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell’Inps. Restano, pertanto, esclusi dall’applicazione dell’art. 1, comma 208, legge n. 662/96 i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla gestione previdenziale di cui all’art. 2, comma 26, legge 8 agosto n. 335”
Il criterio dell’attività prevalente, quale parametro di valutazione per individuare la gestione assicurativa dell’Inps alla quale versare i contributi previdenziali nel caso di svolgimento di plurime attività che, autonomamente considerate, comporterebbero l’iscrizione a diverse gestioni previdenziali, opera per le attività esercitate in forma d’impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti.
Per queste attività vale il criterio (semplificante)dell’attività prevalente per individuare l’unica gestione assicurativa alla quale versare i contributi previdenziali in riferimento anche all’attività non prevalente che, ove esercitata da sola, comporterebbe l’iscrizione in un’altra gestione assicurativa; ciò nel concorso con l’assenso dell’Inps che, in ragione del disposto del secondo periodo del medesimo comma 208 dell’art. 1 cit., è chiamato a decidere sulla iscrizione nell’assicurazione corrispondente all’attività prevalente.
Quindi, non è sufficiente la mera qualità di socio o di amministratore. Sicchè, ove il socio o amministratore non svolga attività commerciale con carattere di abitualità e prevalenza, non opera l’iscrizione nella corrispondente gestione previdenziale, non essendo in tal caso sussistente il presupposto dell’obbligo contributivo. Pertanto, il requisito fondamentale per fondare l’obbligo di pagare i contributi è la prova dell’abitualità e della prevalenza di attività lavorativa svolta nel contesto societario. Il predetto obbligo dipende, dall’accertamento e dalla prova – incombente sull’ente previdenziale- dello svolgimento da parte del socio di una partecipazione personale al lavoro aziendale con i caratteri dell’abitualità e della prevalenza. Quindi, la prestazione offerta deve avere carattere di abitualità e preponderanza rispetto agli altri fattori produttivi, intendendosi per partecipazione al lavoro aziendale lo svolgimento dell’attività operativa in cui si estrinseca l’oggetto dell’impresa.

minimovitale


Quando si discute di pignoramento, spesso si fa rifermento anche al c.d. minimo vitale. Trattasi, in concreto, di una somma che non può essere aggredita in alcun modo dal creditore e che garantisce al debitore il soddisfacimento delle sue primarie necessità.
Pertanto, colui che subisce il pignoramento dello stipendio tende subito a domandarsi se ha diritto a un minimo vitale che i suoi creditori non possono mai pignorare?
Ebbene, purtroppo il minimo vitale è escluso per il pignoramento dello stipendio, infatti, esso è previsto dalla legge esclusivamente per il pignoramento della pensione, mentre gli stipendi possono essere aggrediti, ma solo nel rispetto di altri particolari limiti.
Ma procediamo con ordine.
Con riferimento alle somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, l’articolo 545 del c.p.c. stabilisce l’impignorabilità per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. In concreto detta somma, per l’anno corrente, è pari a 679,50 euro, vale a dire 453 euro più la sua metà. Il pignoramento, dunque, può riguardare solo la parte eccedente tale importo, tra l’altro non per l’intero, bensì nel limite del quinto.
Invece, per le somme percepite a titolo di stipendio, benché il legislatore non abbia previsto alcun minimo vitale, i lavoratori dipendenti potranno comunque contare sulla limitazione del quinto dell’importo dello stipendio netto, oltre il quale il pignoramento non può estendersi.
Se, quindi, a titolo esemplificativo, lo stipendio netto risulta pari a 1.200,00 euro, potranno essere pignorate mensilmente al più 240,00 euro.
Inoltre, nell’ipotesi in cui dovessero contemporaneamente concorrere cause diverse, il pignoramento dello stipendio non potrà, tuttavia, estendersi oltre la metà del suo ammontare; mentre, nel caso di crediti alimentari, le somme dovute da privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego possono essere pignorate nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da questi delegato.
Siffatte ulteriori limitazioni trovano applicazione anche alle pensioni, ma sempre per la parte che eccede il minimo vitale.

approvazione resto al sud

Soddisfazione per le prime approvazioni dei progetti Resto al Sud.

Lo Studio Romano è felice di condividere la soddisfazione per i primi decreti di approvazione relativi al bando Resto al Sud rivolto a giovani imprenditori del sud Italia con l’obiettivo di dare una spinta alla crescita economica del meridione che finanzia l’avvio di progetti imprenditoriali con un programma di spesa per ogni soggetto di 50 mila euro e massimo 200 mila euro in caso di società (50mila per ogni socio con i requisiti). 

A CHI SI RIVOLGE
Giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
• che non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto per tutta la durata del finanziamento;
• che non risultino già beneficiari di altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio;
• società e ditte individuali non ancora costituite oppure costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017.
COSA SI PUÒ FARE
Avviare iniziative imprenditoriali per:
• la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
• la fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
• il turismo.
Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali ed il commercio.
LE AGEVOLAZIONI
• un contributo a fondo perduto pari al 35% del programma di spesa;
• un finanziamento bancario a tasso zero del 65%, concesso da un istituto di credito aderente alla convenzione tra Invitalia e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI.
Il finanziamento bancario deve essere restituito in 8 anni e beneficia di un contributo in conto interessi che copre integralmente gli interessi del finanziamento.
EROGAZIONE DEL FINANZIAMENTO
In caso di esito positivo dell'istruttoria di INVITALIA, che dura massimo 60 giorni, e'prevista, per prima, l’erogazione del finanziamento bancario a tasso zero (65% di 50.000 euro = 32.500).
Successivamente e' possibile la richiesta del contributo a fondo perduto che può avvenire solo dopo l’erogazione del finanziamento bancario e solo dopo aver sostenuto almeno il 50% delle spese, mediante presentazione di documenti di spesa anche non quietanzati e di una dichiarazione attestante la presenza dei beni presso l’unità produttiva.
La seconda erogazione dell’importo a fondo perduto avviene a saldo e dunque a chiusura del programma di investimento.
COSA FINANZIA
• Interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa)
• macchinari, impianti e attrezzature nuovi
• programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione (TIC)
• altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) (massimo 20% del programma di spesa).
Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.
AVVIO E CONCLUSIONE DEI PROGETTI
- devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda ovvero successivamente alla data di costituzione della societa'; per data di avvio si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni;
- i progetti devono essere ultimati entro ventiquattro mesi dal provvedimento di concessione; per data di ultimazione si intende la data dell'ultimo titolo di spesa ammissibile.

Check list DOCUMENTI
1. Documento d'identita' e Tessera Sanitaria;
2. Curriculm Vitae (dettagliato con esperienze e competenze del soggetto rispetto alla specifica attivita' prevista dal progetto imprenditoriale);
3. Preventivi di spesa (max euro 50.000,00) al netto Iva relativi a redatti su carta intestata del fornitore, datati e numerati ed intestati al soggetto richiedente relativi a:
a) Macchinari, attrezzature, arredamenti;
b) Opere murarie per ristrutturazione locali (max 30% del totale investimenti);
c) Attivo Circolante: merci, canone di fitto locali, utenze etc. (max 20% del totale investimenti).
4. Firma Digitale;
5. Indirizzo Pec (posta elettronica certificata).

Non è prevista una scadenza per la presentazione delle domande.

Lo studio è disponibile per attività di consulenza ed assistenza nella redazione e presentazione del progetto.

Qualora dovesse ritenere di Suo interesse la presente proposta, non esiti a contattarci senza impegno e nella massima riservatezza per fissare un incontro al fine di valutare insieme un accordo di collaborazione.
Phone: (+)39 081 520 3316
web: romanoassociati.it
Sede operativa: Acerra (Na) Via Gioberti 5

immaginecampaniaCultura in Campania, 10Milioni per le imprese culturali

Il decreto dirigenziale della Regione Campania n. 164 del 30 luglio 2018 pubblicato sul Burc speciale del 31 luglio 2018 ha emanato l'avviso pubblico per la concessione di incentivi finalizzati a sostenere le imprese sul "Sistema produttivo della Cultura" e sui "Nuovi prodotti e servizi per il turismo culturale".
L’obiettivo del provvedimento della Giunta Regionale è migliorare la qualità dell’offerta culturale esistente attraverso il sostegno alle imprese economiche di settore, stimolando la creazione di nuovi servizi e l’innovazione dei processi.
Complessivamente vengono stanziati 10 milioni di euro così suddivisi:
- 4 milioni per gli interventi relativi all’ Ambito 1 "Sistema produttivo della Cultura";
- 6 milioni per gli interventi relativi all’Ambito 2 "Nuovi prodotti e servizi per il turismo culturale".

L'entità massima del contributo concedibile è pari per l’Ambito 1 all’80% delle spese ammissibili, mentre per l’Ambito 2 al 60% delle spese ammissibili.
Il primo Ambito si rivolge prevalentemente al sostegno delle imprese esistenti nel settore della cultura attraverso processi tradizionali e punta al loro rafforzamento, mentre il secondo Ambito è rivolto a quelle imprese che vogliono fare sperimentazione tecnologica e di settore, interfacciandosi con altri settori quali l’industria creativa, la manifattura, l’alta tecnologia e il turismo.
Possono presentare domanda di agevolazione le Micro, Piccole o Medie Imprese (MPMI), che operano nella sfera del patrimonio culturale storico e artistico, delle produzioni dei contenuti culturali, della cultura materiale e delle attività correlate, secondo le specifiche di cui all’Avviso.

Tutte le imprese, sia attive che da costituire, devono operare esclusivamente nei seguenti settori:
Ambito 1 – sistema produttivo della cultura
- rappresentazioni artistiche;
- gestione di strutture artistiche e sale cinematografiche;
- biblioteche, archivi e attività di musei;
- gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili;
- attività di orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali.
Ambito 2 – nuovi prodotti e servizi per il turismo culturale
- industrie culturali, fotografia, stampa;
- industrie creative, editoria, grafica, studi di registrazione, radio e televisione, studi di registrazioni sonore, computer games (a tematica culturale), comunicazione;
- servizi per la pubblicità, software e sviluppo, ICT;
- architettura e servizi diversi per il patrimonio culturale, design, il made in Italy, la moda ed i settori in cui trovano espressione le attività collegate alle tradizioni ed alla culturale locale;

- mobilità turistica, ricettività, ristorazione.

Le Domande di Agevolazione dovranno essere compilate on line, accedendo, previa registrazione, allo specifico sito messo a disposizione dalla Regione Campania, sottoscritte digitalmente e inviate mediante procedura telematica a partire dalle ore 10.00 del 50° giorno successivo alla pubblicazione sul BURC dell’Avviso e fino alle ore 14.00 del 60° giorno successivo alla data di pubblicazione sul BURC dell’avviso.

La scadenza per la presentazione delle domande è il 01/10/2018.

Lo studio è disponibile per attività di consulenza ed assistenza nella redazione e presentazione del progetto.

Qualora dovesse ritenere di Suo interesse la presente proposta, non esiti a contattarci senza impegno e nella massima riservatezza per fissare un incontro al fine di valutare insieme un accordo di collaborazione.
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